Io sono stufo di bandiere e di irredentisti, di nazionalisti e di inni suonati con aria di importanza e con lo sguardo fisso ad un orizzonte lontano: siamo tutti poveri diavoli figli della stessa madre, e mi sembra credibile che i nostri problemi di esseri umani li risolviamo tutti insieme o non li risolviamo.
Però sono d'accordo almeno un po' con Renzi: l'obiettivo sono gli Stati Uniti d'Europa, mica questa cosa intermedia qui che siamo riusciti a mettere insieme, e che non ha saputo creare quello che ci aveva promesso. Se non disincagliamo la incagliata speranza politica di superare i disastri che abbiamo combinato mettendoci in fila dietro alle bandiere, e chiamandoci Italiani, Francesi, Tedeschi, Spagnoli (e qualche altra decina di aggettivi di nazionalità che dovrebbero significare qualcosa, ma non ne sono mica sicuro), non raggiungeremo i risultati di pace e di prosperità che gli Europei degli anni '40, estenuati dalla guerra, speravano di raggiungere.
Lo so che anche questo è un obiettivo storico e temporaneo. Lo so che poi bisogna andare oltre. Ma intanto sarà forse possibile avere istituzioni internazionali un po' più razionali dell'ONU che abbiamo adesso.
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