Parole di quando Milano era profonda.
E immagini di quando l'Italia era razzista... più o meno come adesso.
ZINGARI
Forse è la vita vera.
Il carro dipinto,
i cavalli selvatici docili, ebbri di vento,
le belle figlie in cenci,
la mensa a bivacco furtiva sotto gli astri,
la strada bianca del mondo.
Io tornerò nella prigione potente
dove comando
e sono comandato:
io sfrenerò di rabbia i miei puledri ideali
sulla pista del sogno, a cuore morto, a stanca
sera:
e per l’amore
mendicherò la mendicante mia a qualche buio di
strada.
Io pago la carne con mano che sembra
chiedere anzi donare
elemosina.
E la mia vita
è una rete di fogne
dove altro non luce che l’occhio del sorcio.
O Zingari, scoiatemi vivo, allo spiedo arrostitemi
fra due tronchi di selva!
Sono un poverissimo figlio di civili
che adora la barbaria.
Paolo Buzzi, Aeroplani, Milano, 1909

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